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22.06.2014

Di talk, di conferenze e di belle slide. O di come renderle usabili.

 
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22 giugno 2014

Spesso mi capita di parlare alle conferenze: finché dura fa verdura mi dico. Siccome nella vita faccio il designer e nella mia agenzia curiamo spesso tutti i dettagli visivi che ci riguardano, mi capita di spendere un po’ di tempo a rendere belle le slide. Il risultato, spesso, è soddisfacente per me e gustoso per […]

Spesso mi capita di parlare alle conferenze: finché dura fa verdura mi dico.

Siccome nella vita faccio il designer e nella mia agenzia curiamo spesso tutti i dettagli visivi che ci riguardano, mi capita di spendere un po’ di tempo a rendere belle le slide. Il risultato, spesso, è soddisfacente per me e gustoso per gli altri (almeno a giudicare i complimenti sulle slide che riscontro). Un risultato molto visivo, poco verboso, leggero e non didascalico.

Il problema sorge nel fatto che spesso quel che è bello, e funziona durante un talk, non è altrettanto coinvolgente dopo, quando le persone chiedono giustamente di poter avere le slide da scaricare e riguardare.

Il problema

Oggi pomeriggio mi sono infatti immedesimato in qualcuno che non ha potuto assistere a un mio talk (non che siano speciali, ma quando una cosa ti tocca in prima persona fa più effetto), guardando queste slide.
Mi sono chiesto che senso avesse pubblicarle così. Sostanzialmente sono un supporto visivo allo speech, ed è giusto così durante una presentazione.

È probabile che Lis Hubert mentre tenesse il suo speech avesse delle note, che invece non vengono quasi mai condivise. Le note, insieme alle slide, e certamente insieme all’attitudine dello speaker, rendono l’esperienza quella che è, per cui il prezzo del biglietto valeva, insomma.

Una non soluzione

Qualcuno proverà di certo a ri-convincerci che le slide verbose, lunghe e complicate da leggere durante una conferenza – vi assicuro sono stato a una conferenza medica e al netto dell’orrore che mostravano era doloroso avercele dietro lo speaker, confusionario e insensato – siano la soluzione, perché “almeno così quando le si convidono hanno un senso”.

Ecco probabilmente no. Sicuramente no. Questa soluzione ci riporta indietro negli anni. Prima dell’esperienza dei TED Talk. Insomma nel medioevo.

Quali possibili idee?

Parto dal presupposto che non tutti possono avere il tempo e la voglia di fare due versioni delle slide, altrimenti sarebbe sufficiente impaginare le note dello speaker in bello stile, e la presentazione avrebbe un grande senso. E aggiungo che forse non è troppo semplice avere tutti gli interventi ripresi e pubblicati in forma video che, al netto della capacità professionale di fare riprese decenti, è sicuramente il surrogato migliore.

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