// CASO 08 · EFM · MYSPOT
Un assistente per la parte noiosa della giornata di lavoro.
eFM digitalizza gli immobili e i servizi che ci stanno dentro. MySpot era il suo assistente virtuale per le attività piccole, ricorrenti e a basso valore che chi lavora fa ogni giorno: prenotare una scrivania, una sala, un servizio. Abbiamo fatto ricerca, progettato l'esperienza e costruito il design system.
1
azione primaria per schermata, per regola
5
voci nella bottom bar, uguali su iOS e Android
0
risposte libere nel chatbot: ogni risposta è una scelta guidata
1
style guide con codice documentato, consegnata agli sviluppatori
01
Sintesi
Dopo una fase di ricerca qualitativa con le persone che l'avrebbero usata, abbiamo progettato MySpot attorno a un'idea: l'app deve sparire dietro al compito. Navigazione in una bottom bar, contenuti mostrati poco alla volta attraverso le card, gesture limitate a quelle che le persone già conoscono, e un chatbot che non finge mai di essere umano. Ogni schermata ha una sola azione primaria, messa dove arriva il pollice. Il tutto consegnato come design system documentato, perché eFM potesse continuare a costruire senza di noi.
02
Quattro fasi
➔ Ricerca qualitativa sulle attività ricorrenti in smart working
➔ UX design: navigazione, modello dei contenuti, design della conversazione
➔ Principi di UI e interazione: un'azione, un dito, gesture familiari
➔ Design system e style guide con documentazione del codice
Strumenti e tattiche
Ricerca qualitativa
Design della conversazione
Pattern di UI mobile
Documentazione del design system
03
Problemi trovati
➔ Le attività ricorrenti a basso valore erano sparse fra strumenti, email e persone.
➔ Trovare una cosa in fretta era tutto il lavoro, e la navigazione non lo rendeva veloce.
➔ Un chatbot a risposte aperte generava errori e frustrazione.
➔ Le ricerche senza risultato lasciavano le persone davanti a una schermata vuota.
➔ Senza documentazione ogni schermata nuova si allontanava dalla precedente.
Cinque principi per un'app da lavoro
Un'azione primaria per schermata
Uso con un dito, prima la zona del pollice
Mostrare poco alla volta
Il bot è un bot, e lo dice
Documentalo o non esiste
04
Risultati
eFM ha avuto un'esperienza d'app, un design system e una style guide abbastanza dettagliata perché gli sviluppatori costruissero senza chiedere. Cosa non posso mostrare: i numeri di adozione dentro le aziende clienti sono rimasti a eFM. Cosa è andato storto, in modo utile: il chatbot solo guidato limita la libertà, e l'abbiamo scelto apposta, perché un bot che risponde un po' peggio ma sempre giusto batte uno che risponde benissimo una volta su tre. Cosa resta: è stato il mio primo design system consegnato come documentazione di codice invece che come file Figma, tre anni prima che Ekitai lo rendesse il default.
05
Lezioni
➔ I pattern familiari battono quelli ingegnosi quando l'obiettivo è la velocità
➔ Vincola il bot e liberi chi lo usa
➔ Un empty state è una decisione di design, non un'assenza
➔ Un design system è finito quando gli sviluppatori smettono di chiedere