// CASO 03 · ACCREDIA · TRASFORMAZIONE DIGITALE
Non accelerare il loop. Cancellalo.
Accredia certifica chi certifica tutti gli altri in Italia. Nel 2016 una persona passava 9.600 minuti al mese, un mese di lavoro intero, a caricare documenti a mano nell'area riservata per il consiglio direttivo. Il brief era un sito nuovo. Il lavoro era far sparire quel mese.
fig 01 · Il nuovo accredia.it, modulare e gestito dalla redazione.
fig 01 · Il nuovo accredia.it, modulare e gestito dalla redazione.
9.600
minuti al mese passati a caricare documenti, prima
1
persona liberata per un lavoro che un algoritmo non sa fare
11
mesi di co-design continuo con il team interno
2009
l'anno del sito che abbiamo sostituito

fig 02 · Context assessment: analytics, intenti di ricerca, enti omologhi esteri.
01
Sintesi
Accredia è l'unico ente designato dallo Stato per accreditare organismi di certificazione e laboratori. Il sito era del 2009 e l'area riservata chiedeva a un'operatrice di aprire un form, scegliere un file, caricarlo, descriverlo e ripetere, per un mese, ogni mese. Abbiamo ricostruito il sito pubblico come sistema modulare e autonomo per la redazione e, soprattutto, abbiamo scritto l'algoritmo che quella persona eseguiva a mano e l'abbiamo sostituito con un flusso documentale automatico fra operatrice e consiglio.
02
Quattro fasi, undici mesi
➔ Context assessment: analytics del vecchio sito, intenti di ricerca, confronto con gli enti omologhi esteri
➔ Due discovery workshop in due città, stesse attività, per avere risultati confrontabili
➔ Interviste a utenti e stakeholder, personas, user story, content inventory, architettura dell'informazione
➔ Wireframe, design system atomico, due sessioni di test di usabilità, tema WordPress costruito sulla nostra base Glitch
fig 03 · Il flusso documentale, prima e dopo: il loop manuale non c'è più.
Strumenti e tattiche
Facilitazione di co-design
Triangolazione analytics e intenti di ricerca
Design system atomico
Test di usabilità, interni ed esterni
03
Problemi trovati
➔ Le due call to action più usate, Documenti e Banche dati, stavano dove gli analytics dicevano che nessuno guardava.
➔ I contenuti erano organizzati per la struttura interna dell'ente, non per quello che certificatori e aziende venivano a cercare.
➔ L'area riservata non aveva il concetto di flusso: ogni documento era un caricamento a mano più uno scambio di email con il consiglio.
➔ Il sito del 2009 non si aggiornava senza uno sviluppatore, quindi non si aggiornava.
➔ Le abitudini interne erano forti, e un ridisegno che le ignorava sarebbe stato respinto.

Cinque principi, un processo
Rispettare il flusso esistente, poi automatizzarlo
Costruire il design system dal contenuto vero, non da un kit
L'autonomia editoriale è una funzione
Open source come strumento di indipendenza
Dimostrarlo con i dati e con le persone
04
Risultati
Un sito modulare che la redazione gestisce da sola, e un flusso documentale passato da 9.600 minuti al mese a pochi: la persona che lo faceva a mano è passata a lavoro di accreditamento che non si può scrivere come algoritmo. Accredia non ha mai pubblicato una cifra in euro, e non la pubblico neanche io: le versioni precedenti di questa pagina portavano una proiezione nostra, non del cliente. Cosa non è successo: il livello API che avevamo abbozzato per rendere l'upload un gesto di drag and drop non è mai stato costruito. Cosa mi porto dietro: nel 2016 lo chiamavamo ridisegno di processo, nel 2026 si chiama AI transformation. È la stessa mossa, prima scrivi l'algoritmo che una persona sta eseguendo, poi togli la persona dal loop. È anche il primo sito che ho progettato perché fosse gestito senza di noi, l'idea che è diventata Ekitai.
05
Lezioni
➔ Non serve sempre innovare. A volte serve rispettare l'esistente e liberarlo
➔ Un design system vero nasce dal contenuto reale, non da un UI kit su Figma
➔ L'open source diventa uno strumento di emancipazione se prima ascolti le persone